Il settore delle energie provenienti da fonti rinnovabili è di indubbia attualità in un contesto programmatico, come quello odierno, di riduzione della dipendenza dai carburanti fossili e di limitazione delle emissioni di anidride carbonica. La stessa Comunità Europea, come noto, sta promuovendo una riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas serra entro il 2020, portando al 20% la quota di fonti rinnovabili nel consumo energetico totale. In tale ambito l'agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale, raccogliendo la sfida del contenimento dei costi energetici e degli impatti negativi sull'ambiente. Le biomasse agricole, infatti, costituiscono a pieno titolo fonti rinnovabili di energia in grado di rigenerarsi in tempi relativamente brevi; si pensi, in particolare, alle biomasse legnose e all'insieme dei biocarburanti, sia liquidi che gassosi. Per quanto riguarda la normativa incentivante nazionale, pare che solo in quest'ultimo periodo si stia dando concretezza ai decreti attuativi previsti dalla legge finanziaria 2008 (244/07) volti a definire l'entità dell'incentivo e le modalità di accesso allo stesso relative agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili agricole. A distanza di più di 15 mesi dall'approvazione della finanziaria 2008, durante i quali è stato emanato il solo Decreto Ministeriale 18 dicembre 2008 (incentivo pari a quello stabilito per le biomasse non da filiera, ovvero 0,22 e/kwh per la tariffa omnicomprensiva ed 1,1 per il coefficiente moltiplicativo dei Certificati Verdi; cumulabilità fino al 40% degli incentivi pubblici con il nuovo sistema di incentivazione per gli impianti alimentati con biomasse da filiera), si sono succeduti il disegno di legge "sulla competitività in agricoltura" presentato dal ministro dell'agricoltura Luca Zaia, volto a stabilire una tariffa omnicomprensiva di 0,28 e/kwh rinunciando alla tracciabilità della filiera corta (entro 70 km dall'impianto), e alcune prime bozze del "decreto tracciabilità" connesso al D.M. 18 dicembre 2008, senza tuttavia giungere a una conclusione dell'iter parlamentare. Le discussioni su entrambi i documenti si sono protratte sino all'inclusione dell'incentivazione delle fonti rinnovabili agricole nel recente disegno di legge n°1195 (disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia) presentato dal Governo e volto a modificare l'attuale sistema di incentivazione delle biomasse per la produzione di energia elettrica. Il provvedimento, dopo l'approvazione al Senato avvenuta in data 19 maggio, è stato nuovamente trasmesso alla Camera (assegnato il numero 1441-ter-B) e sarà esaminato dalla Commissione Attività Produttive della Camera a partire dall'8 giugno 2009. Nella sua versione attuale, in particolare, il disegno di legge riprenderebbe nella sua interezza i contenuti dell'art. 3 del disegno di legge sulla competitività, per cui la tariffa omnicomprensiva verrebbe fissata a 0,28 e/kwh per il biogas e le biomasse (esclusi i biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo) e verrebbe ribadita la cumulabilità degli incentivi per le biomasse per gli impianti di proprietà delle aziende agricole o connessi alle stesse. In merito ai certificati verdi, viene modificata esclusivamente la tab. 2 della legge 244/07 e, in particolare, per i rifiuti biodegradabili e per le biomasse diverse da quelle da filiera viene fissato il coefficiente moltiplicatore di 1,3 (in precedenza 1,1). Per cui da una parte viene aumentato il coefficiente moltiplicatore per le biomassa da filiera, dall'altra, ad oggi, rimane invariato il coefficiente di 1,8 previsto per le biomasse da filiera dalla legge 222/07, per la cui applicazione occorrerà attendere il decreto Mipaaf-Mise sulla tracciabilità. In un recente comunicato stampa Confagricoltura ha manifestato la propria soddisfazione per l'approvazione al Senato, nell'ambito del disegno di legge 1195 (Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia), dell'emendamento diretto a modificare l'attuale sistema di incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse. "Confagricoltura - si legge nel comunicato - è convinta che la produzione di energia da biomasse, in particolare l'utilizzo di sottoprodotti come gli effluenti zootecnici, e la diffusione di tecniche agronomiche che permettano di assorbire maggiori quantitativi di CO2, renderanno sempre più determinante il ruolo del settore primario ai fini del raggiungimento degli obiettivi di Kyoto". Proprio in merito al protocollo di Kyoto, in data 21 aprile 2009 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 25 novembre 2008 del ministero dell'Ambiente, di concerto con il ministero dello Sviluppo economico, con il quale sono disciplinate le modalità di erogazione dei finanziamenti, a sostegno di misure finalizzate all'attuazione del Protocollo di Kyoto. Nel 2002, infatti, con la Legge n°120, l'Italia ha ratificato il Protocollo di Kyoto che ha come obiettivo una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera (in particolare che le emissioni di CO2 nel quinquennio 2008-2012, siano in media inferiori del 6,5% rispetto ai valori del 1990). Successivamente, il Governo italiano ha previsto una serie di iniziative finalizzate al rispetto degli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, tra cui l'istituzione del Fondo di Kyoto (commi 1110-1115 della legge 27 dicembre 2007, n. 296 e successive modifiche). Con il decreto 25 novembre 2008 (decreto che doveva essere emanato nel marzo 2008 secondo quanto previsto dalla finanziaria 2007) viene regolamentato l'accesso ai finanziamenti a tasso d'interesse agevolato (che dovrà essere individuato dal Ministero dell'Economia) per la realizzazione di misure finalizzate alla riduzione dei consumi di carburanti fossili a favore delle fonti energetiche rinnovabili; per l'attuazione di dettaglio del decreto (emanazione bandi) occorre però attendere l'emanazione (entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto e cioè entro il 20 giugno 2009) della circolare applicativa che il MATTM, di concerto con il MSE, adotterà, d'intesa con la CDP S.p.a. (Cassa Depositi e Presiti). Le risorse assegnate alle diverse misure, che al 2009 ammontano a 600 milioni di euro ai quali si aggiungeranno poi le rate di rimborso degli stessi finanziamenti agevolati, saranno utilizzate secondo cicli di programmazione annuale. Con il decreto 25 novembre 2008 sono state assegnate le risorse relative alla prima annualità (200 milioni di euro), ripartite per singola misura e per territorio sulla base del numero di abitanti e dei consumi energetici. In particolare saranno finanziate le seguenti misure: 4"Misura microcogenerazione diffusa": installazione di impianti di microcogenerazione ad alto rendimento elettrico e termico alimentati a gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa (solida, liquida, gassosa); 4"Misura rinnovabili": installazione di impianti di piccola taglia per l'utilizzazione delle fonti rinnovabili per la generazione di elettricità o calore; 4"Misura motori elettrici": sostituzione dei motori elettrici industriali con potenza nominale superiore a 90 kWe con motori ad alta efficienza; 4"Misura usi finali": risparmio energetico e incremento dell'efficienza negli usi finali dell'energia; 4"Misura protossido di azoto": eliminazione delle emissioni di protossido di azoto dai processi industriali e in agricoltura; 4"Misura ricerca": progetti pilota di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e di nuove fonti di energia a basse emissioni o ad emissioni zero di gas ad effetto serra. A livello regionale, invece, sono assenti riferimenti normativi regionali precisi che definiscano univocamente la natura dell'influente e del digestato (nel caso specifico del biogas) e che consentano conseguentemente di procedere con le necessarie autorizzazioni; queste ultime, come noto, vengono rilasciate cautelativamente con estrema difficoltà e con una notevole difformità di giudizio da parte dei funzionari ARPA Provinciali e nelle sedi delle conferenze di servizi attivate ai sensi del D.Lgs n°387/2003, facendo dilatare notevolmente i costi e i tempi per la messa in esercizio. Confagricoltura Lombardia ha già manifestato in più occasioni la necessità che la Regione Lombardia provveda a uniformare le definizioni e a coordinare le procedure autorizzative relative all'installazione e alla gestione degli impianti. Per raggiungere questo obiettivo, in particolare, si ritiene fondamentale il coinvolgimento integrato della D.G. Agricoltura e della D.G. Qualità dell'Ambiente, in ragione del fatto che le tematiche caratteristiche di tale settore competono ad entrambe le strutture; si pensi, ad esempio, al trattamento dei reflui zootecnici nel contesto del Programma d'Azione Nitrati (di competenza della D.G. Agricoltura) e all'integrazione dello stesso con impianti di produzione di energia elettrica da biogas (di competenza della D.G. Qualità dell'Ambiente). Con decreto n°3520 del 9 aprile 2009 è stato quindi istituito presso la D.G. Agricoltura il Gruppo di lavoro per la programmazione e valutazione di progetti sulle energie rinnovabili di origine agricola, la cui prima riunione di insediamento si è tenuta lo scorso 6 maggio alla presenza di funzionari della Regione Lombardia (rappresentate le D.G. Agricoltura, Qualità dell'ambiente e Reti e servizi), ERSAF, ARPA e delle OO.PP.AA.. Confagricoltura Lombardia, avvalendosi della collaborazione di Agroenergia, intende partecipare alle prossime convocazioni del gruppo di lavoro con lo scopo di favorire l'impegno di Regione Lombardia sia sul fronte normativo nazionale che su quello autorizzativo regionale. In merito a quest'ultimo aspetto, risulta importante il progetto di legge n° 381 "Disposizioni in materia di ambiente e servizi di interesse economico generale", contenente una serie di disposizioni modificative di molteplici leggi regionali di settore. In particolare, all' art. 3, lettera k (produzione di energia da fonti rinnovabili) si intende modificare la l.r. 12 dicembre 2003, n. 26 "Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche", con la quale la Regione Lombardia si impegnerà ad introdurre specifiche linee guida che permettano alle Province lombarde di autorizzare gli impianti con un procedimento omogeneo e semplificato per conseguire gli obiettivi di diffusione degli impianti.
