Greeenpeace ha pubblicato il nuovo rapporto Energy [R]evolution in collaborazione con l’EREC (European Renewable Energy Council): ‘l’industria delle rinnovabili può creare otto milioni e mezzo di posti di lavoro entro il 2030 se i governi colgono l’opportunità di investire in un futuro più verde’. Energy [R]evolution, è unfatti uno studio dettagliato su come ridurre le emissioni di CO2 e garantire allo stesso tempo la crescita economica, sostituendo i combustibili fossili con efficienza energetica e rinnovabili. Lo scenario di Rivoluzione Energetica mostra come si possono eliminare i costi imprevedibili dei combustibili fossili, compresi i disastri ambientali legati all’estrazione mineraria e all’esplorazione petrolifera, come l’ultima catastrofe causata da BP nel Golfo del Messico.
Secondo lo studio entro il 2030 è possibile creare dodici milioni di posti di lavoro, di cui otto e mezzo soltanto nel settore delle fonti rinnovabili. Allo stato attuale, i posti di lavoro in energie rinnovabili sono soltanto 2,4 milioni a fronte di 8,7 del settore energetico a livello mondiale. Attuando Energy [R]evolution, invece, si creerebbero 3,2 milioni di nuovi ‘green jobs’, il 33 per cento in più di quelli attuali, sempre nel settore dell’energia. Il mercato globale per le tecnologie rinnovabili, entro il 2030, passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l’anno, a più di 600 miliardi di dollari.
Secondo Greeenpeace la chiave per rendere Energy [R]evolution una realtà sta nel creare un sistema in cui i costi degli investimenti nel settore siano condivisi in modo equo. Uno di questi meccanismi è il “Greenhouse Development Rights” che calcola quote nazionali di obbligazioni globali di gas a effetto serra. Le quote sono basate su una combinazione di responsabilità (contributo ai cambiamenti climatici) e capacità finanziaria. Il rapporto Energy [R]evolution 2010 delinea i percorsi possibili per raggiungere il 100 per cento di energie rinnovabili.
Nello scenario di Energy [R]evolution, le emissioni globali di CO2 raggiungerebbero il picco nel 2015 per poi cominciare a scendere. Rispetto al 1990, nel 2050 le emissioni di CO2 diminuiranno dell’ottanta per cento se l’approvvigionamento energetico sarà basato esclusivamente su fonti “pulite”. Entro il 2050, circa il 95 per cento dell’elettricità potrebbe essere prodotta da fonti energetiche rinnovabili.