La Champions League arriva in Italia. Ma se state pensando a Mourinho, Milito, Balotelli e l'Inter di Moratti state sbagliando. Qui non si parla di grandi goal, parate strepitose o fuorigioco. Qui parliamo piuttosto di energia verde, di rinnovabili, di eolico, solare e biomasse.
Non una multinazionale del pallone sotto i riflettori, quindi, ma un piccolo paese di circa 1.800 anime che, dalla Val Venosta, è salita in qualche modo in cima all'Europa.
Prato allo Stelvio, infatti, si è aggiudicato la RES-Champions League 2010 per la miglior politica locale nella promozione delle fonti rinnovabili, una competizione tra amministrazioni low carbon che è culminata nella Conferenza europea delle città sostenibili, che si è svolta a Dunkerque, in Francia.
La concorrenza era agguerrita, ma a fare la differenza a favore del comune alto-atesino è stato un mix di fonti rinnovabili diverse che garantisce a Prato allo Stelvio una potenza energetica istallata e una capacità di distribuzione davvero esemplari dal punto di vista della sostenibilità.
Qualche dettaglio? Due centrali alimentate da biomasse locali, per una potenza di 1,4MW sono il cuore di una rete di teleriscaldamento capace di fornire e distribuire acqua calda; un parco eolico da 1,2 MW; 4 impianti idroelettrici, per un totale di oltre 2mila kW; una sinergia tra pubblico e privato che ha portato alla realizzazione di centinaia di impianti solari sui tetti delle case per numeri che parlano di 1.100 mq di termico e 1,8 MW per il fotovoltaico.
Ma non è finita, c'è dell'altro perché non si vince senza un fuoriclasse, un qualcosa in più che le altre squadre non hanno e che fa la differenza. Per Prato allo Stelvio, la parte del fuoriclasse la gioca forse la rete elettrica locale gestita da una Cooperativa. Vi sembrerà banale, ma gli effetti di una simile gestione non lo sono affatto: che ne dite di un paesino di montagna che nel 2003, mentre tutta l'Italia era appiedata dal black-out, continuava la sua vita normale nemmeno sfiorata dalla paura di rimanere senza corrente elettrica? E, soprattutto, che ne dite di cittadini che spendono tra il 30 e il 40% in meno rispetto alla bolletta della luce elettrica di un italiano medio?
Numeri da campioni, non c'è che dire, la voce di Hubert Pinggera non è quella di chi ha in tasca un primato continentale: “Siamo contenti e orgogliosi di questo risultato”, dice il sindaco, ma non usa slanci di entusiasmo, come se tutto fosse normale e tutto ciò rientrasse ovviamente nella gestione ordinaria di un piccolo comune. “Di certo siamo favoriti da alcune condizioni del nostro territorio che ci aiutano a portare avanti certe iniziative”, continua Pinggera.
Insomma il gioco di squadra ha premiato, almeno nel caso delle rinnovabili, e la RES Champions League è lì a dimostrare che esistono modi di mettere in pratica sistemi efficienti per generare e distribuire energia prodotta da rinnovabili e contribuire così a rendere più pulito ed efficiente il sistema energetico. Alla competizione hanno partecipato comuni di Germania, Francia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Italia.
Prato allo Stelvio ha portato in Italia la coppa grazie a una prestazione davvero eccellente in cui sono stati dosati diversi ingredienti tutti indispensabili per una squadra imbattibile: la collaborazione tra pubblico e privato, la capacità di sfruttare il territorio, abilità nella pianificazione, una elevata capacità di gestione delle risorse pubbliche e di utilizzare innovazione.
Bene, ma gli altri amministratori? Le altre città italiane? Guardiamo a un paesino di 1.800 abitanti e ci troviamo di fronte agli occhi un esempio virtuoso, un'eccellenza europea. Non è che qualche assessore di qualche grande città italiana ha voglia di farsi una settimana di ferie tra le valli alto-atesine?
Perchè i vari quotidiani e le Tv non portano alla luce queste amministrazioni?