La Regione del Veneto unitamente alle Regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Puglia e Sicilia ha aderito al “Progetto Biogas” (nell’ambito del Programma Nazionale Biocombustibili “PROBIO”) presentato dalla Regione Lombardia - capofila - ed approvato con DM n. s/24075 del 21 dicembre 2005.
L’Azienda regionale Veneto Agricoltura è stata incaricata della Direzione Regionale Agroambiente e Servizi per l'Agricoltura a definire un programma operativo delle attività e iniziative considerando che la fase di “mappatura e analisi quanti – qualitativa della biomassa potenziale digestabile costituiva attività obbligatoria per tutti i partecipanti al progetto nei propri ambiti territoriali”.
Veneto Agricoltura ha presentato nel dicembre 2006 un Dettaglio Operativo nel quale venivano analizzate le seguenti fasi progettuali:
Fase 1: Mappatura e analisi della biomassa,
Fase 2: Monitoraggio degli impianti.
La Regione del Veneto con D.D.R.(Decreto del Dirigente della Direzione Regionale Politiche Agro-ambientali e Servizi per l’Agricoltura) n. 886 del 20.12.2006 ha incaricato Veneto Agricoltura di procedere nel Programma Operativo 2007-2008 per la Fase 1 e 2.
Il Prodotto previsto è la Predisposizione del data-base e la Mappatura regionale della biomassa disponibile per la digestione anaerobica e degli impianti di biogas.
Per la Fase 1: Mappatura e analisi della biomassa è stato considerato l’anno 2004 e, ove tecnicamente possibile, l’anno 2005.
Per la Fase 2: Monitoraggio degli impianti il periodo di riferimento è quello in cui viene sviluppata l’indagine e cioè l’anno 2007-2008.
Inoltre, rispetto alla struttura generale del Progetto, Veneto Agricoltura ha introdotto due appendici riguardanti la gestione pubblica del verde urbano e altre filiere energetiche da biomassa presenti sul territorio regionale, così da ampliare lo spettro d'indagine.
La tematica del biogas, nel quadro delle più ampie opportunità offerte dalle bioenergie, sta assumendo una grande importanza nel panorama regionale ed è particolarmente significativo l’impegno profuso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura attraverso una più ampia e articolata strategia di azioni e di interventi.
LE AZIONI DEL PROGETTO
Il progetto PROBIO Biogas si articola in due fasi:
Fase 1: Mappatura e analisi della biomassa,
Fase 2: Monitoraggio degli impianti.
Fase 1: Mappatura e analisi della biomassa
Obiettivi della Fase 1:
L'obiettivo principale di questa fase di lavoro è quello di determinare il potenziale produttivo in termini di biomassa avviabile alla Digestione Anaerobica e le relative caratteristiche.
Pertanto sono state acquisite informazioni sulla disponibilità di biomassa anche potenzialmente utile alla produzione di biogas.
Prodotti della Fase 1:
- predisposizione di un data-base sulle tipologie e quantità di biomassa regionale disponibile e potenziale per la produzione di biogas e rispettiva localizzazione a livello comunale;
- mappatura del territorio regionale in funzione dei dati raccolti nel data-base di cui al punto precedente;
Fase 2: Monitoraggio degli impianti
Obiettivi della Fase 2:
Gli obiettivi principali di questa fase di ricerca sono quelli di individuare gli impianti presenti sul territorio veneto e di monitorare due impianti che siano rappresentativi delle tipologie individuate in Veneto.
A questa indagine è associata un'analisi economico-qualitativa dei due impianti scelti a modello.
Rispetto alla struttura generale del Progetto, e a latere dello stesso, Veneto Agricoltura ha introdotto due sottofasi per ampliare lo spettro d'indagine. Si è ritenuto pertanto opportuno, per la realtà locale ed ai fini di ulteriori approfondimenti sull'utilizzo della biomassa in processi energetici alternativi alla produzione di biogas, effettuare due indagini conoscitive:
- gestione pubblica del verde urbano;
- altre filiere energetiche da biomassa presenti sul territorio regionale.
- mappatura del territorio regionale in funzione dei dati raccolti sugli impianti di biogas presenti in Regione, con descrizione sintetica delle caratteristiche principali;
- relazione tecnico-economica sulle caratteristiche di due impianti monitorati;
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MAPPATURA BIOMASSA E ORGANIZZAZIONE DATA-BASE
Parole Chiave
digestione anaerobica, biogas, biomassa, database, mappatura
LA PRODUZIONE DI BIOMASSE LEGNOSE A SCOPO ENERGETICO DALLA SELVICOLTURA URBANA
parole chiave
verde urbano, selvicoltura urbana, filiere legno energia, combustibili legnosi, analisi tecnico-economica dei cantieri di utilizzazione
Obiettivi
Nell'ambito del Programma Nazionale Biocarburanti "Probio", l'Unità Operativa AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, ha svolto un'indagine volta ad approfondire la conoscenza sulle biomasse legnose di origine urbana potenzialmente destinate ad usi energetici. Inoltre, con questa indagine si è voluto dimostrare che la gestione del verde, basata su basi selvicolturali, può portare alla produzione di combustibile legnoso dal patrimonio arboreo urbano, generare interesse commerciale e influire sui piani economici di gestione e manutenzione.
Metodologia d'indagine
Il metodo di indagine adottato si basa sulla selvicoltura urbana, disciplina scientifica che propone di pianificare nel medio periodo la gestione del patrimonio arboreo della città, inquadrandola nella progettazione di un suo assetto futuro, rispondente il più possibile alle multiformi esigenze ed aspettative della cittadinanza di oggi e del futuro.
I dati e le informazioni raccolti nel corso dell'indagine provengono da fonti differenti: i dati statistici dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPAV), dal regolamento del Verde del Comune di Padova e da Assoverde, Associazione Italiana Costruttori del Verde, e da ricerche compiute da AIEL. Ulteriori informazioni sono state raccolte tramite interviste rivolte ai direttori del settore verde delle principali città del Veneto e alle imprese private e cooperative che operano nella manutenzione del verde.
L'area di indagine è stata individuata nella Provincia di Padova.
Risultati raggiunti
I risultati raggiunti riguardano la conoscenza delle biomasse legnose (qualità e quantità) e le caratteristiche tecnico-economico dei cantieri di utilizzazione e delle filiere legno-energia.
La frazione verde dei rifiuti urbani in provincia di Padova (t)Bacino 2003 2004 2005 2006 PD1 11.398 13.540 12.955 12.964 PD2 13.585 17.202 17.713 17.397 PD3 8.185 10.413 11.336 11.417 PD4 6.050 7.490 8.129 9.483 TOTALE 39.218 48.647 50.132 51.622
Fonte : ARPA VenetoAcquisendo un dato prudenziale, risulta che la componente utile per le filiere legno-energia è pari al 25% del totale della frazione verde. Ciò significa che in provincia di Padova, per il 2006, le biomasse legnose utilizzabili per produrre combustibili legnosi sono state circa 13.000 t/anno.
Con l'indagine è stato possibile proporre un modello di stima per valutare produzione annua di residui legnosi dal verde ambientale urbano e dalle alberature stradali.Aspetti qualitativi
Dai residui legnosi delle utilizzazioni forestali è possibile ricavare due tipologie di combustibili: la legna a pezzi e il cippato. Quest'ultimo è quello che risponde meglio alle esigenze di trasformazione della materia prima e alle caratteristiche tecnico economiche delle filiere legno-energia. L'analisi ha permesso di approfondire le caratteristiche energetiche del cippato.Proposte di filiera
La produzione di combustibili legnosi dal verde urbano dipende dalle caratteristiche peculiari e dalle funzioni specifiche delle diverse tipologie di aree verdi e dalla possibilità di allestire cantieri di utilizzazione forestale economicamente efficienti. L'Unità Operativa ha svolto un'indagine sperimentale volta a confrontare i costi e benefici delle filiere legno energia, del compost e dei pannelli.Conclusioni
Al termine dell'indagine si sono raggiunte le seguenti conclusioni:
- è importante diffondere i principi della selvicoltura urbana al fine di massimizzare la produzione di prodotti e servizi (tra i quali anche quelli energetici) svolti dal verde urbano;
- il patrimonio arboreo delle città produce interessanti quantitativi di biomassa legnosa che possono essere trasformati in cippato di discreta qualità;
- i residui legnosi che attualmente vengono conferiti agli impianti di compostaggio, sono una parte minoritaria di quella ricavabile attraverso le ordinarie operazioni di manutenzione del verde;
- le filiere legno-energia, se correttamente pianificate, consentono di valorizzare un sottoprodotto del verde urbano e non sono in conflitto con le filiere del compost;
- i soggetti più indicati a strutturare le filiere città-legno-energia sono le imprese del verde, mentre gli uffici tecnici dei comuni, per i compiti istituzionali a loro assegnati e per le risorse disponibili, possono svolgere solo un ruolo secondario (pianificazione, controllo e comunicazione ambientale).